Divisi nella retorica renziana, uniti nella precarietà del reale

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Ieri, ad un incontro coi giornalisti a Fano, il neo-riconfermato ministro del lavoro (o meglio, ministro del precariato o del non-lavoro) Poletti si è lasciato andare ad esternazioni che ribadiscono -semmai ce ne fosse bisogno- la natura di classe e antipopolare dei nostri governanti. Ad una domanda sul forte aumento dell’emigrazione italiana (e soprattutto giovanile) degli ultimi anni, egli infatti

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“Il vecchio muore ma il nuovo non può nascere”

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Sabato e domenica a Roma parteciperemo al convegno organizzato dalla Rete dei comunisti, che riteniamo un momento importante di riflessione e analisi sulla nuova fase che si apre. Crisi economica, crisi di egemonia della borghesia e dei movimenti di classe, competizione globale e scontro interimperialista cambiano gli scenari in cui ci muoviamo costringendoci ad un adeguarmento nella lettura se vogliamo

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Solidarietà agli arrestati del movimento indipendentista catalano!

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Questa mattina cinque militanti della Cup, (la coalizione indipendentista e anticapitalista della sinistra catalana), di Arran (organizzazione giovanile indipendentista e anticapitalista) e del Sepc (sindacato studendesco dei paesi catalani) sono stati arrestati per aver bruciato la foto del Re Filippo VI di Borbone e di alcune pagine della Costituzione Spagnola nel corso della manifestazione convocata dagli indipendentisti in occasione della

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Presentazione di “1917. L’anno della rivoluzione” di A. D’Orsi

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Martedì 13 dicembre ore 20.30 Libreria Comunardi (via Bogino 2, Torino) Noi Restiamo e Rete dei Comunisti presentano il libro “1917. L’anno della rivoluzione” (Laterza) di Angelo D’Orsi (Docente di storia del pensiero politico all’Università di Torino) a discutere con l’autore Marco Albeltaro (storico, Università di Torino) www.noirestiamo.org www.retedeicomunisti.org

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Che classe questo NO!

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Il NO espresso in maniera inequivocabile nelle urne domenica 4 dicembre ha avuto almeno un doppio effetto: uno immediato – il respingimento della controriforma costituzionale – e uno di livello politico addirittura superiore – il rifiuto complessivo del governo Renzi e delle politiche portate avanti in questi anni in ossequio alle linee dettate dall’Unione Europea. I due aspetti sono tra

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