Automazione e disoccupazione tecnologica

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Ci viene spontaneo interrogarci su che società sarebbe quella in cui stampanti 3D proprietà di grandi aziende producono la maggioranza dei prodotti industriali, i cui i progetti vengono “esternalizzati” a livello globale ad ingegneri che lo fanno per piacere o che comunque sono pagati poco (siccome si può sempre trovare qualcuno che lo fa a un po’ meno). E se effettivamente ci saranno meno posti di lavoro, chi potrà comprare le merci prodotte? E ancora, se per la produzione di alcune merci servirà una quantità minima di lavoro umano, si può ancora parlare di profitto?