Zamboni 36: un cortocircuito ad alta tensione

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Come abbiamo evidenziato nelle assemblee di queste settimane di fermento in Università, la mobilitazione scaturita da un apparente problema minore ha assunto da subito una valenza generale, nella quale si sono incanalate la rabbia e la frustrazione di una generazione che forse non ha risposte, ma che comincia a porsi delle domande. Adesso crediamo sia fondamentale sapersi assumere, come movimento,

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Contro ogni revisionismo fascista, solidarietà ad Alessandra Kersevan

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Alla vigilia del 10 febbraio, presso la Camera dei Deputati, la storica Alessandra Kersevan ha presentato una lettera aperta al Ministro dell’Istruzione, firmata peraltro da decine di storici e docenti, sulla strumentalizzazione del Giorno del Ricordo e sull’attribuzione di medaglie alle vittime. Dal 2004 questi riconoscimenti, si legge nella lettera, sono stati attribuiti in larga misura ad appartenenti alle forze

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Alla farsa di Ubertini e Merola hanno risposto migliaia di studenti

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Oggi alle 17 corteo cittadino a partire da piazza Verdi, martedì nuova grande assemblea studentesca In tantissimi ieri hanno risposto alla violenza poliziesca permessa dal rettore Ubertini e legittimata da Merola. In meno di 24 ore si sono mobilitati tantissimi studenti a rappresentare tutti coloro che non ammettono la possibilità di assistere allo scempio della celere che entra in una

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Chi sono i nostri nemici

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Uno spettro si aggira per Bologna: lo spettro dell’indifferenza. E della guerra tra poveri. Gli studenti sono per definizione quei soggetti sociali che si nutrono di sapere, formandosi una coscienza critica, capace di spingere più in avanti la società. Si deduce quindi che abbiano cervelli attivi, lucidi, reattivi agli input esterni, e che abbiano la capacità di prendere posizione rispetto

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A Bologna vogliono eliminare il dissenso

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Quanto accaduto ieri nella zona universitaria, dentro e fuori la biblioteca di discipline umanistiche di via Zamboni 36 è vergognoso ed ingiustificabile: la celere che entra nella biblioteca a manganelli spianati e sgombera con la violenza chi stava studiando, per poi caricare selvaggiamente e a più riprese  gli studenti al di fuori della biblioteca e nell’adiacente piazza Verdi, evoca inquietanti

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Schiavi o morti: non è un’alternativa accettabile

“Bisogna restaurare l’odio di classe. Perché loro ci odiano, dobbiamo ricambiare.” (E. Sanguineti, Genova, gennaio 2007)   Un’accusa di alto tradimento. Si conclude così la lettera di Michele, suicida a 30 anni perché sconfitto da questo mondo, una morte che ci sentiamo tremare nelle vene perché quello che dice Michele lo sappiamo tutti, lo viviamo tutti. In questo momento tutti

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