Repressione PD contro la resistenza di via Irnerio

17834116_672225579652148_8167249265984605762_o

Alla vigilia del corteo nazionale del 25 marzo, promosso dalla piattaforma sociale Eurostop contro la celebrazione del 60° anniversario dalla firma dei Trattati di Roma, sono state notificate 32 denunce agli attivisti di AS.I.A-USB, agli occupanti e ai militanti di Noi Restiamo per l’occupazione e la resistenza allo sgombero delle case popolari “Nelson Mandela” e il Centro Studi Occupato TerzoPiano. Lo stabile, di proprietà del Sant’Orsola e vuoto da anni è stato liberato da AS.I.A-USB nel 2013, a seguito delle giornate del 18 e 19 ottobre dello stesso anno a Roma, e da coloro che da quelle mura hanno dato l’avvio al progetto del primo nodo locale della campagna Noi Restiamo.

Il 3 maggio 2016, la Triplice Intesa composta da PD, Questura e Prefettura ha decretato la fine di quasi tre anni di lotta comune racchiusi nelle case occupate e nel TerzoPiano, di vita vissuta al fianco delle lotte degli abitanti organizzati, mentre parallelamente venivano ospitate le iniziative e i progetti promossi dalla campagna Noi Restiamo e da tutti coloro che hanno voluto attraversare gli spazi di Via Irnerio 13, dando forma ad una contaminazione culturale e sociale che non poteva che essere tale nel bel mezzo di un’occupazione abitativa nata nel cuore della città.
Il CSO TerzoPiano ha permesso l’organizzazione di uno spazio d’avvicinamento tra due piani (quello studentesco-precario e quello per la lotta per l’abitare) che nell’esperienza di via Irnerio hanno convissuto e lottato insieme.

La giunta PD capitanata dal sindaco Merola, ieri come oggi, da’ prova di forza nei confronti di chi vive la povertà e cerca di resistere organizzandosi.
E’ evidente come le istituzioni bolognesi siano i promotori di un progetto teso a privatizzare spazi e servizi rendendo Bologna una “città vetrina” e sempre di più criminalizzino e reprimano chiunque non si conformi a questo paradigma.
Il clima di repressione targato PD è ben evidente, ed ora viene anche sistematizzato sul piano nazionale tramite l’applicazione del decreto Minniti messo in campo in grande stile durante il corteo del 25 marzo.

Ma è proprio da quella data e dagli strumenti del sindacalismo metropolitano che dobbiamo riprendere il percorso per la ricomposizione e l’organizzazione dei dei settori sociali subalterni e le lotte contro l’Unione Europea e le sue politiche di austerità e macelleria sociale.

La repressione non fermerà la nostra determinazione a conquistare ciò che ci spetta.