A fianco degli arrestati di Piacenza

La vendetta dello Stato non si fa attendere. Dopo aver subito una pesantissima sconfitta politica nella grande mobilitazione antifascista di sabato 10 febbraio, quando in decine e decine di città sono scesi in piazza migliaia di uomini e donne contro l’attentato fascista di Macerata e contro lo sdoganamento antipopolare dei gruppuscoli fascisti, il ministro di polizia Minniti gioca le sue

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Dopo Macerata, scrivere un’altra rotta è possibile

10 febbraio 2018, una data che ricorderemo a lungo per aver smascherato e bloccato la strategia della tensione messa in campo da Minniti e fascisti. Quasi 30 mila persone dai più vari percorsi personali e politici hanno attraversato Macerata in una manifestazione nazionale che porta in sé un potente vento di rinnovamento nel movimento antifascista, un lento ma inesorabile cambio

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Contro la nuova strategia della tensione, sabato 10 febbraio tutti a Macerata!

CONTRO LA NUOVA STRATEGIA DELLA TENSIONE, SABATO 10 FEBBRAIO TUTTI A MACERATA! La storia insegna che agli appartenenti alle organizzazioni fasciste non deve essere lasciato spazio Rivendichiamo con forza l’azione di martedì notte a Roma con cui abbiamo voluto rappresentare il collegamento politico intrinseco tra l’episodio di terrorismo fascista di Macerata, l’aumento della violenza fascista a cui assistiamo da tempo

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L’attentato di Macerata, un fascismo con più mandanti

La tentata strage di Macerata è di evidente matrice fascista, quel fascismo che da molto tempo si sta innestando con il razzismo leghista, come dimostrano proprio le pericolose simpatie dell’assassino, candidato con la Lega e presente all’ultimo corteo di Casapound. Quasi ogni giorno si susseguono le violenze fasciste, dalle aggressioni per strada ai migranti o agli avversari politici, fino ai

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Confindustria: l’università non serve, andate a lavorare

Quest’intervento del presidente di Confindustria Cuneo potrà apparire brutale ma mostra con grande chiarezza la dinamica che ha guidato la ristrutturazione della scuola italiana negli ultimi 20-30 anni, in corrispondenza della posizione che il nostro paese è andato assumendo all’interno del quadro europeo. Nel capitalismo il sistema formativo serve sempre in primo luogo a produrre i tipi di lavoratori di

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Fedeli, non ti daremo tregua!

Sabato 3 febbraio la ministra Fedeli sarà presente all’università di Parma per l’inaugurazione dell’anno accademico. Dopo aver partecipato a Bologna, pochi giorni fa, a un evento di propaganda della “Futura” scuola tecnologica ed essere stata contestata da studenti e insegnati, ora è il momento di Parma. Ed è il momento per ribadire che il modello di scuola e università portato

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Roma: atto intimidatorio dei carabinieri contro studenti

ROMA: ATTO INTIMIDATORIO DEI CARABINIERI CONTRO STUDENTI. BASTA ALTERNANZA, BASTA REPRESSIONE! Ci siamo impegnati per la nascita della Campagna BastAlternanza perché crediamo che il lavoro gratuito non abbia nulla a che vedere con l’istruzione e che l’alternanza scuola-lavoro e la Buona Scuola vadano integralmente abolite ma, evidentemente, le nostre richieste sono scomode e i fatti accaduti a Roma ce lo

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+EuroMaidan con i nazisti.

Emma Bonino e la sua lista (ricordiamo, salvata da Tabacci prima ancora di tornare sotto l’ala del PD) chiedono il sostegno dei cittadini ucraini, appellandosi a “quella incredibile rivoluzione della dignità, passata alla storia come EuroMaidan”. Una “rivoluzione” che ha il colore del colpo di stato, fatta con gli spari sulla folla nella piazza e con la strage del rogo

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Un futuro senza il ministro Fedeli

Assieme a Eurostop aderiamo al presidio di Bologna, venerdì 19 gennaio sotto Palazzo Re Enzo. Ci piace immaginare il nostro futuro indipendentemente da lei, l’ennesimo ministro che sta portando avanti la distruzione della Scuola, dell’Università e della Ricerca in Italia. Ci piace immaginare non dover avere più a che fare con chi, a prescindere dal vessillo politico agitato, in questi

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Taglio sulle tasse universitarie, chi offre di meno?

Ci piacerebbe essere sempre in campagna elettorale, per sentirci dire ogni giorno da quelli che ci stanno distruggendo la vita privatizzando, alzando i costi dei servizi pubblici, aumentando le tasse e riducendo i salari, che ci toglieranno questa o quell’altra gabella. Ultimo in ordine di apparizione, Piero Grasso: “aboliremo le tasse universitarie”. Evviva! I movimenti studenteschi e universitari sono solo

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