Cosa sapete, cosa ricordate della Strage di Piazza Fontana?

Tra poco meno di un mese saranno cinquanta anni dalla Strage di Stato in Piazza Fontana. Un 12 dicembre del 1969 a Milano che, come abbiamo detto molte volte, per almeno due generazioni non sarà mai una data come le altre sul calendario. Quel giorno cambiarono molte cose, le coscienze fecero uno scatto in avanti, divenne di massa la consapevolezza

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La valle che lotta non si potrà mai arrestare

Di seguito proponiamo il nostro intervento all’assemblea pubblica “La valle che lotta non si potrà mai arrestare” organizzata da Potere al Popolo Torino. Nelle ultime settimane sono state impartite ad alcuni compagni e compagne del Movimento No Tav, tra cui la storica attivista Nicoletta Dosio pesantissime sentenze di condanne definitive. Pensiamo che questa assemblea organizzata da Potere al Popolo sia

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Aboliamo i decreti sicurezza, 9 novembre tutti a Roma!

Negli ultimi 2 anni i governi che si sono succeduti hanno dimostrato un significativo aumento di interesse per il tema repressivo. Benché lo Stato italiano non fosse certo garantista prima di quest’ultimo periodo, la questione “sicurezza” è divenuta talmente centrale nel dibattito politico che ogni governo – di qualsiasi colore – che si sussegue emana decreti sull’argomento. Il primo vero

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Strage di Piazza Fontana 50 anni dopo. Un’altra generazione continua la lotta

Pubblichiamo qui il contributo che abbiamo scritto come premessa al dossier realizzato insieme alla Rete dei Comunisti “Piazza Fontana. Una strage lunga cinquant’anni”. Per una realtà giovanile e studentesca come la nostra, che si misura quotidianamente con la sfida di agire e organizzarsi guardando a un orizzonte di trasformazione dei rapporti sociali vigenti, la storia è un elemento cardine da

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12 dicembre strage a Piazza Fontana. Non sarà mai una data qualunque su calendario

Prossimo 12 dicembre saranno passati cinquanta anni dalla strage nella Banca dell’Agricoltura in piazza Fontana, a Milano. Quella data, che non sarà mai come le altre sul calendario, rappresenta un salto di qualità nella “guerra non dichiarata” da parte dello Stato italiano, insieme ai servizi militari Usa e alle organizzazioni fasciste, contro il movimento operaio, la sinistra e i comunisti

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Un salto qualitativo della repressione: un rischio scongiurato, ma solo per poco.

Benché il decreto-legge conosciuto come “Decreto sicurezza bis” e il “Decreto famiglia” voluto da Di Maio avessero una portata anche elettorale, testimoniata dalla loro presentazione a ridosso delle Europee, l’approvazione di entrambi i provvedimenti è stata rinviata a causa della rottura sempre più profonda tra le due anime che compongono l’esecutivo. Infatti, lunedì 20 maggio, in sede di discussione di

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BOLOGNA RESPINGE FORZA NUOVA! UNA GRANDE GIORNATA DI ANTIFASCISMO!

Ieri, a Bologna, siamo scesi in piazza per cercare di impedire il comizio di Forza Nuova, presieduto da Roberto Fiore, stragista nero condannato. I motivi della chiamata sono innumerevoli. Abbiamo voluto dimostrare che l’antifascismo non può essere delegato alle istituzioni, ma deve essere una forma militante e organizzata; deve essere la costruzione di un percorso politico che elimini dalla scena

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Mini-Naja: educazione militare d’élite per tempi di guerra

Il 27 marzo la camera ha approvato quasi all’unanimità la proposta di legge sulla cosiddetta “mini naja”, un percorso formativo in ambito militare, volontario e non retribuito, della durata di sei mesi per i giovani diplomati di età compresa tra i 19 e i 22 anni. Crediamo sia importante inquadrare correttamente questo provvedimento, sia come anticorpo contro lo schiacciamento del

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Se viviamo è per camminare sulla testa dei re

Leggi sul computer, oppure Scarica il file per l’autostampa (stampa fronte retro + rilegatura lato corto) Nel presentare questo opuscolo – il quale ospita una serie di contributi elaborati nell’arco di questi due mesi di mobilitazioni contro il Burger King della Palazzina Moro e i privati nell’università – intendiamo non solo fornire un resoconto e alcuni approfondimenti riguardo alle questioni

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Il decreto Salvini su immigrazione e sicurezza

Leggi sul computer, oppure Scarica il file per l’autostampa (stampa fronte retro + rilegatura lato corto) Se Minniti si era almeno preso la briga di fare due decreti separati, pur conseguenti, Salvini ha deciso di accorpare in un unico decreto la materia dell’immigrazione e della sicurezza pubblica-antiterrorismo-antimafia. Si ripropone quindi il fatale binomio immigrazione-(in)sicurezza, in un clima alimentato ad arte

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