ReUniOn e la guerra: quando l’università giustifica gli interventi militari

Come campagna Noi Restiamo, abbiamo voluto portare la nostra voce di dissenso contro ReUniOn, la tre giorni di convegni e incontri voluta da Ivano Dionigi per celebrare la fine del suo mandato da rettore dell’Alma Mater ed inaugurando così la sua “discesa in campo” nell’arena politica bolognese per tentare la scalata a Palazzo D’Accursio. In questa tre giorni abbiamo sonoramente

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Start Up Day presenta: il lavoro nel mondo reale

Qualche volantino contro lo Start Up Day e la sua retorica tutta ideologica, nella stessa piazza in cui contemporaneamente a una delle troppe sigle fascio-leghiste è stato concesso di far la sua becera propaganda, ha portato la polizia e un’amministrazione cittadina senza ruolo a dare il beneplacito a Dionigi: lui può continuare indisturbato la sua kermesse elettorale senza alcuno spazio

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Povera università, ridotta a nominare la “Miss Chirurgia Plastica”…

Non c’è bisogno di ricordare al grande pubblico quali sono i meriti che il nostro sistema universitario, da qualche anno a questa parte, può annoverare nel proprio curriculum: preparazione al lavoro gratuito, organizzazione aziendale della formazione, mercificazione del sapere.. Ma da oggi l’università nostrana potrà vantarsi anche di patrocinare un concorso di bellezza.

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Contro il revisionismo, contro chi chiude la bocca alla storia

Oggi, 10 febbraio: giorno del ricordo, ovvero del revisionismo storico di matrice razzista e fascista, l’università di Bologna chiude la bocca a chi cerca di portare informazione e cultura in mezzo a questa colossale operazione di revisionismo storico. Gli studenti della campagna Noi Restiamo occupano l’aula 3 di Piazza Scaravilli per permettere lo svolgimento di un’iniziativa di approfondimento storico regolarmente prevista

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Bologna. A proposito di feste, socialità, iniziative e sapere critico in università: postilla

La campagna Noi Restiamo vuole aggiungere una postilla agli attacchi della stampa cittadina della scorsa settimana volti a screditare i movimenti sociali e chiudere gli spazi di aggregazione universitari. A nostro parere si sta attuando un capovolgimento del reale, facendo passare la chiusura di questi spazi conquistati dagli studenti all’interno delle facoltà come un fattore democratico, che mira alla tutela

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Uno studentato su una bomba ecologica? No grazie

Questo pomeriggio insieme ai compagni dell’USB abbiamo presidiato l’entrata della multiutility Hera in viale Berti Pichat in sostegno ai lavoratori che da almeno una decina di anni lavorano sopra una vera e propria bomba ecologica e in un ambiente già altamente inquinato e potenzialmente cancerogeno. Le notizie pubblicate da Contropiano (dopo un’interpellanza proprio in quel consiglio regionale da cui ieri

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