TORINO. CARO RETTORE, L’INDIFFERENZA È IL PESO MORTO DELLA STORIA

Ritorniamo a scrivere in seguito ai gravissimi eventi accaduti al Campus Einaudi che hanno portato al fermo di tre studenti antifascisti. Le lotte, anche quelle più concitate, necessitano di un momento di razionalizzazione degli eventi e di riflessione politica sul contesto all’interno del quale quegli stessi eventi si svolgono. È con questo approccio che pensiamo debbano essere lette le righe

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TORINO. REVISIONISMO FASCISTA E VIOLENZA DELLA POLIZIA, IL RETTORE RIMANE IN SILENZIO

Da anni le organizzazioni fasciste e i partiti di destra come la Lega e Fratelli d’Italia promuovono la giornata del ricordo, istituita dal 2004 con l’accordo con i partiti di centro sinistra. Il “giorno del ricordo“, che promuove una visione fascista della storia è l’occasione per fare avanzare la visione reazionaria della Storia che oggi si è fatta “verità di

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A Taranto tutto cambia affinché nulla cambi davvero: controllo pubblico come alternativa al disastro industriale, sociale e ambientale

La giornata del 29 Novembre a Taranto, che ha visto la convergenza politica di una parte del sindacalismo conflittuale, dei movimenti ambientalisti nonché di comitati di cittadini e associazioni locali, ha saputo rappresentare la contraddizione più alta del vigente sistema di relazioni produttive ed economiche, ovvero la sua totale incompatibilità con la vita su questo pianeta, dalla vita umana e

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Furto di cervelli: oltre la retorica una dura realtà

Negli ultimi anni la questione dell’emigrazione, sia interna che verso l’estero, è ritornata ad essere centrale nel nostro paese, arrivando a raggiungere livelli simili a quelli del secondo dopoguerra. Il fenomeno migratorio odierno però presenta analogie e differenze rispetto a quello che hanno vissuto le generazioni dei nostri genitori e dei nostri nonni e pertanto, per essere compreso, va inquadrato

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Quando c’è bisogno di soldi l’Unisi li cerca nelle tasche degli studenti!

All’Università di Siena non basta essere tra gli atenei con la tassazione più alta in Italia; non gli basta disinteressarsi, al pari di Comune e altre istituzioni, di una dimensione cittadina sempre più escludente, che tra affitti esorbitanti e trasporti sempre più cari preclude l’accesso all’istruzione alle fasce più povere della popolazione, mentre ogni spazio giovanile di aggregazione viene cancellato

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Manfredi, la nostra scelta è restare per lottare!

Ieri, all’inaugurazione dell’Anno Accademico del Politecnico di Torino Manfredi – nuovo ministro dell’università e della Ricerca – ha dichiarato: “Dobbiamo valorizzare i nostri giovani e per questo qui da Torino voglio mandare un messaggio positivo al Paese. Non dobbiamo pensare però che andare all’estero significa per forza una perdita perché viviamo in un mondo globale”. Questa dichiarazione segue di qualche

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Riflessioni a margine della Marcia per l’uguaglianza sociale a Bologna

In Emilia Romagna da settimane si vive un clima politico asfittico, dove la storytelling dominante dipinge una lotta all’ultimo sangue tra la Lega e il Pd, con l’appoggia di tutto l’arcipelago della sinistra, che gioca il tutto per tutto sulla paura del ritorno del fascismo. L’intero establishment politico, economico e mediatico ha da tempo stretto nella morsa del ‘sistema bipolare’

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Bologna 18 gennaio, in marcia per l’uguaglianza sociale!

Domani saremo anche noi in piazza a Bologna alla marcia per l’uguaglianza sociale. Scenderemo per le strade del capoluogo emiliano-romagnolo dando forza ad un’alternativa reale che rimetta al centro gli interessi delle classi popolari e della nostra generazione, in aperto scontro con la falsa contrapposizione Partito Democratico-LEGA e di tutte le foglie di fico “a sinistra dal PD”. Uno strumento,

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Guerra alla guerra! I conflitti militari nella fase di stallo tra gli imperialismi e i nostri compiti

Il nuovo anno si è aperto con momenti di alta tensione a livello internazionale dovuti all’azione militare mirata con la quale gli USA hanno eliminato Qassem Soleimani, generale alla guida delle forze Quds, unità d’élite dei Guardiani della Rivoluzione, e numero due della politica iraniana dopo l’Ayatollah Khamenei. Questo atto non è un’iniziativa estemporanea dettata da scelte effettuate senza ponderazione,

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